Storia

Il mio nome è Arcobaleno

Buongiorno a tutti, mi presento, mi chiamo Arcobaleno, ho compiuto 23 anni a luglio di quest’anno, sono ggiovane, ma non proprio una ragazzina. Insomma qualche sturia me le sono ggià fatta. Ho avuto tantissimi genitori, che mi hanno concepita, voluta. Penso che accada così, per tutte le Associazioni Sportive come me alla nascita. Ci si trova intorno ad un tavolo, si parla di progetti, c’è voglia di fare delle cose insieme e via, ecco spuntare un atto costitutivo, il primo direttivo (non si scorda mai), si elegge un presidente, il papà.

Il mio primo si chiamava Corrochieri, ma per tirarcela un po’ l’abbiamo francesizzato, in Corrocher. Gli altri avevano nomi normali. Nanni, beh lui non c’è più dentro alla casa (e mi manca tanto), ma ha fornito il DNA, il codice genetico. Per anni è stato anche il giocatore più prolifico, in famiglia. Non guardava neanche il canestro quando tirava. Segnava sempre. Anche a Mathi, alle 9:30 del mattino di Domenica, reduce da un addio al celibato, con la nebbia, la febbre a 39°, e una palla a metà tra un pallone da spiaggia e la palla a spicchi dell’ABA (American Basketball Association). C’era Carlo, che sarebbe diventato il secondo Presidente, il più durevole (spero per lui in tutti i sensi) l’Imperatore dell’anagramma, Fox, che da fermo si appendeva al ferro. C’era Carlo (ma si chiamavano tutti così?!?), slavo pur essendo nato a Chieri, taroccatore di foto (adesso si chiama fotoritocco), miglior giocatore dell’Arcobaleno di tutti i tempi in senso assoluto, un manuale di pallacanestro.

Poi c’era Carlo (no non vi prendo in giro… un altro Carlo), pungente con la lingua e le bombe, magrissimo e tostissimo. C’era Paolo, the doctor, sempre per terra, ma sempre in doppia cifra. Sandro e Aldo, che pensavano solo a correre, correre, si ma correre veramente. Lella dava quel tocco di professionalità tutta femminile, ci ha insegnato a fare il minibasket, una guerriera in campo, è sempre stata la mia zia preferita. Insomma erano un bel gruppo i miei genitori. I primi passi, il primo dentino caduto, a Roby Salsano non a me. Momenti di commozione a tutti i compleanni, 5, 10, 15, 20 tante facce, tante foto nel mio album. Dicono che i miei occhi sono sempre quelli di quando ero bambina. La cosa mi rende felice, diventare grande mi spaventa un po’, non perché rifiuto le responsabilità, ma voglio mantenere l’innocenza e la spregiudicatezza di una bambina, ancora per molto. Negli ultimi anni la mia mamma è stata Sabrina, con lei c’è stata intesa e complicità, sono andata a Scuola con ottimi risultati.

A Chieri, il mio nome lo conoscono tutti i bambini, e tantissimi ragazzi lo portano stampato su tute, zainetti, canotte. Roberto e Chiara, con Sabrina sono diventati figure di riferimento fondamentali nella mia vita, come Associazione. Non mi lasciano mai sola e mi tengono legata alle cose importanti, non permettendomi di prendere strade sbagliate. Per una giovane come me è bello poter contare su persone come loro. Sono proprio fortunata. Non vi ho parlato dei risultati che ho ottenuto. Vi confesso che crescere serena, avere intorno tanti amici, essere conosciuta e rispettata da tantissime persone nell’ambiente sportivo, cittadino, regionale e nazionale, è il mio risultato più importante. Vincere a volte costa troppo, non economicamente, ma umanamente, e si lasciano indietro troppe persone e si calpestano valori fondamentali.

Dobbiamo diventare così bravi da riuscire ad avere successo “con il sorriso sulle labbra” e insieme a tutti quelli che credono in me. Sono un idealista, ma i miei tanti “genitori”, soprattutto i primi, quelli che mi hanno concepito, pensato, voluto, dovranno essere sempre fieri di me.

Mi chiamo Arcobaleno,  perché provo a vedere la vita a colori, ho 23 anni, ma sono ancora una bambina.


Foto d’archivio
MASCHILE SENIORES C.S.I
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anno 1986
In alto da sinistra: #10 Compagnoni Enrico, #14 Fossati Carlo, #5 Piovano Sergio, #7 Cristino Nanni, #12 Bandirola Paolo, #4 Salsano Roberto, #15 Corrocher Daniele, #6 Zanchin Diego, #8 Fumello Sandro, #9 Nicoli Carlo, #11 Chessa Carlo.

 

 

Il primo anno della Pallacanestro Chieri 2009

 

 

 

La storia della Pallacanestro Chieri 2009 scrive il suo primo capitolo in questa stagione. Il nuovo sodalizio è la volontà da parte dei due marchi precedenti di creare un’unione di intenti tesa a sviluppare nel migliore dei modi l’attività di pallacanestro nella città di Chieri.

Da sempre in città il basket è stato il derby tra Arcobaleno Basket Chieri e Basket Chieri. Dopo anni a dividersi nel reclutamento, nel coinvolgimento del territorio e nei risultati, si è arrivati alla conclusione che sarebbe stato importante unire le forze per una società più sana, più forte e maggiormente pronta a portare un’offerta di qualità ai propri ragazzi.

Pallacanestro Chieri 2009 oggi è un gruppo senior che partecipa al campionato di Serie D regionale con l’ambizione di fondare basi solide per il futuro.

Il settore giovanile che gioca con il nuovo marchio è, per questa stagione, iscritto a due campionati federali. L’Under 19, formata dagli atleti nati nel 1991 e 1992, e l’Under 17, formata da atleti nati nel 1993 e 1994.

Con questi tre gruppi si vuole raccogliere il lavoro di Arcobaleno e Basket Chieri nella fascia più alta dell’attività e sfociare in un gruppo di rappresentanza seniores degno di un così folto settore giovanile. Sono, infatti, circa 400 i tesserati legati al progetto e sopratutto da questo dato che il Consiglio Direttivo e lo Staff partono con ottimismo per gettare le fondamenta ad un progetto i cui veri tratti morfologici saranno più visibili nelle prossime stagioni.

L’attività dei più piccoli, dall’Under 15 fino al settore minibasket, è ancora gestita sotto i due marchi precedenti.

La Stagione 2009/2010 ha visto la PC2009 centrare l’obiettivo della salvezza in Serie D. Un risultato importante nella storia cestistica città poichè nessuno vi era ma riuscito.

Nonostante il buon risultato tecnico il cammino del sodalizio ha subito uno scossone. Il Basket Chieri decide di uscire dal progetto lasciando le redini di tutta l’attività al direttivo dell’Arcobaleno Basket.
Questi non si tira indietro e decide di mantenere l’impegno verso la città ed i tesserati proseguendo il cammino nonostante ora le risorse siano minori.

Ai nastri di partenza della nuova stagione i numeri del settore giovanile sono aumentati, così come quelli del minibasket. La prima squadra è stata rivoluzionata dopo i fatti di fine stagione. L’arrivo di Salvatore Morena alla guida della squadra, del settore giovanile e dell’attività di comunicazione emarketing, indicano la voglia di crescere e di programmare.

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